Salvatore Staropoli

Tratto dal numero di Gennaio 2017 di Punto di Vista

Caro Salvatore, l’esperienza lavorativa maturata nel corso degli anni ti ha consentito oggi di diventare un importante punto di riferimento per coloro che operano in questo settore. Ci puoi raccontare la realtà lavorativa del territorio e di come il tuo centro sia in grado di informare e sensibilizzare le aziende sull’adozione di comportamenti, che vadano al di là, della mera adesione burocratica alla normativa?

Devo dire che non è stato semplice crearsi uno spazio all’interno del mercato di settore locale, ma impostando l’attività in maniera diversa, più dinamica rispetto agli schemi e ai cliché abituali dei classici studi tecnici che suggerivano un lavoro accentrato su un’unica figura, siamo riusciti piano piano e non con poca fatica a creare una nostra nicchia di mercato di qualità che ci dà qualche soddisfazione.

Lo spirito che anima gli aderenti al network della Fondazione Asso.Safe è quello del “lavorare con” invece del “lavorare per”. Ci puoi spiegare come questa metodologia di “progettazione partecipata” si sposa con gli intenti del tuo centro?

Il nostro centro, che di fatto è composto da una serie di professionisti che coesistono e collaborano ognuno per il proprio settore di competenza, si sposa appieno con la forma mentis della Fondazione Asso.Safe.
Un intervento tempestivo e una pianificazione adeguata sulle problematiche legate ad ogni tipologia di rischio lavorativo sono elementi indispensabili per poter operare nel campo della sicurezza sul lavoro.

Qual è, secondo te, il punto di congiunzione tra la mission della Fondazione Asso.Safe e quella del centro che tu rappresenti?

La nostra mission è quella di fornire un servizio di qualità ai nostri clienti, indipendentemente dal settore di competenza e per poter fare ciò è necessario che ci sia organizzazione e questo credo che sia un punto di unione, oltre che di congiunzione, tra il nostro centro e la Fondazione Asso.Safe.

Pensi che la valorizzazione delle risorse e delle competenze sia oggi una scelta vincente?

Assolutamente sì, ricollegandomi alla prima domanda oggi non esiste più la vecchia concezione di studio tecnico con un professionista tuttologo ed accentratore, il futuro della consulenza sta nella cooperazione tra professionisti, il che vuol dire creare una rete di persone formate e specializzate ognuno in un settore o in disciplina specifica.

La Fondazione Asso.Safe, nell’ottica di potenziare le attività dei centri che aderiscono al network, mette a disposizione di voi, professionisti del settore, una rosa di servizi in grado di rendervi Eccellenti ed altamente qualificati, nell’espletamento delle vostre attività.Ritieni che, fare ed insegnare la sicurezza, avvalendovi di professionisti qualificati ed abilitati, apra la strada a nuove possibilità tecniche per le aziende o sia solo un palliativo burocratico che continua a categorizzare le imprese in una casta “made in locally”?

Bella domanda, credo che sia un buon inizio, o comunque una buona possibilità per i professionisti del settore, ma credo anche che tanto debba essere ancora fatto per sensibilizzare le aziende, potenziali clienti, e, trasformare di fatto ciò che oggi appare alla maggior parte come un palliativo burocratico, in una concreta consapevolezza da parte delle aziende. Una buona gestione aziendale, anche in termini di sicurezza, può essere fonte di nuove possibilità tecniche e non solo.

Stiamo assistendo ad un’evoluzione della Normativa sulla Sicurezza in Italia. Cosa pensi del nuovo Accordo Stato Regioni?

Penso che ci sia ancora tanto da fare.

Giunto a questo punto della tua carriera professionale, cosa consiglieresti ai giovani professionisti che decidono di intraprendere questo percorso lavorativo?

Credo che ognuno di noi trovi la propria dimensione lavorativa in maniera autonoma senza bisogno di particolari consigli, l’unica cosa che mi sento di dire a chi intraprende la strada della libera professione o della consulenza in generale è “comportatevi con il cliente come vorreste che un altro professionista si comportasse con voi”.

Un’ultima domanda. La qualità dell’offerta formativa in termini di chiarezza dei contenuti trasmessi, della richiesta di documentazione forniti e delle informazioni tecniche, del soggetto formatore ADLI, che rappresenti quale sede territoriale, trova un riscontro positivo con le attività del tuo centro e i servizi che erogate ai vostri clienti?

Decisamente si.

Grazie Salvatore per la disponibilità e buon lavoro

Sede Territoriale A.D.L.I.

Sede Territoriale Fondazione Asso.Safe